Giampy DJ.
Gianpiero Fatica Dj, una passione ininterrotta per la musica, entrandoci dalla
porta principale: già nel 1982-'83 trasmettevo dalle frequenze di Radio Kiss Kiss, a breve
diventata Network nazionale.
La scuola è stata delle migliori, infatti era lo stile di Mr. Sasà Capobianco,
decano di tutti i dj's napoletani e campani, già capogruppo dell'Associazione Italiana
Disck-Jockey di Renzo Arbore.
Ho seguito Sasà anche dopo la sua uscita ultradecennale da Kiss Kiss, maturando ulteriori
esperienze a fianco del “Doctor's Group”, in particolare frequentando i locali della Costiera
Amalfitana.
Il mio motto, che esprimo in sintesi nella scheda generale dello Staff di Romadjpianobar,
è “little words, much good music”, ovvero “poche parole, molta buona musica”.

Questo è il mio stile, non sono un dj-intrattenitore, di quelli che spesso nasconde una
selezione musicale mediocre e dei mixaggi approssimativi dietro una buona dose d'animazione vocale.
Questo lato lo lascio a dei bravi Vocalist.
Nel nostro Staff,
c'è la cantante Valeria Sargentoni,, con cui divido tante serate private ed aziendali con servizio
dj e pianobar.
Valeria a Roma il venerdì all'Irish Club Village ed il sabato all'Open Bar, due locali
importanti della capitale. (Ma con possibilità di essere prenotata...! Naviga nel sito e trova
la sua scheda ed mp3.)

Quindi, “little words, much good music”, ovvero l'arte di percepire l'atmosfera in sala, passare
il pezzo giusto al momento giusto, la soddisfazione che ti vengano a chiedere un brano, e tu l'hai
già preparato nel lettore cd o sul piatto… I cori delle canzoni cantati dalla gente, che da
sola, senza essere spinta a farlo, si diverte.



E poi una costante curiosità per tutte le sonorità, che nascono da una formazione
musicale rivolta al rock, che poi è scivolata ovunque, dal divertimento della disco, alle mode
passeggere, alla scoperta prepotente del jazz, che mi ha unito ad un gruppo di musicisti di sicuro
rilievo, cominciando con Primiano Di Biase e i suoi “Carosoni”, il cui nome della band da sola già
evoca lo swing italiano ed internazionale.
Ad altri ma collaudati professionisti come Alex Diambrini, la bellezza di 20 anni d'esperienza in California, attualmente
insegna chitarra in un'importante scuola lombarda.
E non dimentichiamo il nostro webmaster, Aurelio Scalabroni, amico fraterno di sempre, da quando ci conoscemmo, animatori
di villaggi turistici, in Sardegna. Condividemmo il divertimento ma anche, diciamolo una buona volta,
la miseria con cui si viene ingaggiati da queste agenzie. Da quelle piccole ai “grandi” tour operator,
sotto il mito della conquista facile e del vitto e alloggio per tre mesi d'estate. Come dire: “much
happy, no money”.

Aurelio è stato voce dei “Via Verdi”, gruppo dance degli anni '80, allora in auge in
superclassifica; e la sua sperimentazione musicale e padronanza totale dei mezzi informatici lo lega
ad un percorso comune anche con Donatello Viaggiano, autore di diversi cd “chill out”.
Nel mio Staff figura importante è Paolo
Petrillo, da anni collega di lavoro e professionista di Serviziodj.it, portale importante del
mondo dell'intrattenimento musicale, rivolto in particolar modo alle coppie straniere che si sposano
in Italia. …ovvio che anch'io faccia parte del “suo” Staff.
L'incontro poi con Radio Omega Sound di Anzio (Roma) , Fm 91.4 – 102.2 , con cui collaboro da diversi
anni, in particolare con la messa in onda del programma “Off Limits, Musica Senza Confini” il
mercoledì dalle 21.30 alle 23 (anche da questo sito alla pagina “webradio”), mi lega alle altre
due figure importanti dello Staff di Romadjpianobar.
Claudio Annunziata, autentico esperto musicale di tutta la musica “non
commerciale”, che va dal rock, al jazz, al blues, al country, alla musica cubana ed africana, world
etc.
Claudio è un dizionario aperto su quanto musicalmente ci circonda, tendenzialmente quasi
impossibile da ascoltare nei grandi Network, o, ancor peggio, tv musicali, perché asserviti
alle case discografiche. La nostra trasmissione ha ospitato ed ospita spesso in diretta musicisti ed
operatori del settore, per poter commentare con dei veri e propri “testimonial” il nostro tentativo di
fare di una trasmissione di “good vibrations”, per dirla alla Beach Boys, ma anche un approccio alla
cultura musicale.
Tutto ciò grazie anche alla disponibilità di Giovanni D'Onofrio, direttore dei programmi della Radio.
Tanto era dovuto per arrivare alla fatidica domanda “che genere suoni”.
La mia selezione è davvero a 360°, posso creare delle atmosfere variabili durante la
stessa serata, o, nell'ambito di una programmazione, esprimermi per esempio con serate a tema.
Se devo fornire un'identità più specifica ai miei gusti, sicuramente il rock, la
disco anni '70, la house melodica, cantata, che nella struttura ricorda il sound originario della
musica da discoteca.

Per fare due nomi-simbolo: per il rock i Doobie Brothers, quelli di “Long Train Running”, per la
disco, sopravvissuta alla grande anche nella house, quella che secondo me è la più
elegante voce in assoluto della musica da ballare: Jocelyn Brown.
Ancor oggi mi piace sperimentare, proporre, rischiare anche di svuotare la pista con una proposta
non accettata. Ma solo così si può andare oltre, fare la differenza. Anche se spesso,
(quasi sempre) tanti sforzi nell'aggiornare una selezione sono vanificati dai soliti 20 - 30 brani
bombardati a tutte le ore dalle radio “importanti”, e tutto si risolve nella più grande
banalità.
Lavoro e lavoriamo sia presso locali pubblici, per eventi aziendali, per eventi privati
(Cerimonie di Matrimonio, ricorrenze varie, lauree etc.). E mi piace personalizzare l'evento, cosa
apprezzata in particolare dalle coppie straniere. Accolgo vere e proprie playlist da eseguire e su cui
seguire lo stile.
Lavoro e lavoriamo singolarmente o trovando soluzioni miste che possano soddisfare diverse
esigenze d'intrattenimento ed economiche.
Il mio ed il nostro raggio d'azione è il territorio nazionale.
Se condividete questo modo d'intendere la musica, non vi resta che metterci alla prova…
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A Porretta Terme (Bologna) dal 20 al 23 Luglio 2006 la 19a edizione del Porretta Soul Festival, Tribute To Otis Redding con un tributo, in esclusiva nazionale, alle grandi città della musica soul e rhythm & blues: Memphis e New Orleans.
Per Memphis, in collaborazione con lo Stax Museum of American Soul Music si esibiranno i Bar-Kays, Shirley Brown, J. Blackfoot, i Soul Children e i Memphis Horns mentre per il Tributo a New Orleans saranno in scena i Neville Brothers, Irma Thomas e il giovane fenomeno, erede di Dr. John Davell Crawford. Da questa edizione è prevista una serata dedicata alle nuove voci europee della musica soul.
Gianpiero Fatica, durante la trasmissione del mercoledì alle 21.30 “Musica Senza Confini” di Radio Omega Sound www.radioomega.it dell’11/02/06, intervista Graziano Uliani, direttore artistico del Porretta Soul Festival di Porretta Terme (Bo).
Nella foto(tratta dal sito www.porrettasoul.it): Graziano Uliani
Gianpiero: E allora, per i nostri ascoltatori… abbiamo rintracciato questa sera Graziano Uliani, buonasera Graziano…
Graziano Uliani:
Si, buonasera a tutti!
Gianpiero:
Graziano è il direttore artistico del Festival di Porretta Terme, Bologna, dove ogni estate si svolge un interessantissimo festival della musica blues e soul. Da quanto tempo c’è questa manifestazione?
Graziano Uliani:
Beh, noi siamo alla 19esima edizione, siamo partiti nell’88, e quindi in tutti questi anni abbiamo visto il meglio del soul degli anni ’60, soprattutto.
Gianpiero:
Puoi, per gli ascoltatori di Radio Omega Sound, descriverci qualche nome tra i tanti, che ha ospitato la tua manifestazione, per darci così uno “zuccherino” di quello che è stata…
Graziano Uliani:
Si, beh, è un festival che è nato soprattutto per la passione mia e di altri che mi danno una mano a fare il Festival, per Otis Redding; quindi è un festival dedicato soprattutto al Menphis Sound, e sin dalla prima edizione, nell’88, siamo partiti con Roof Stones e i Menphis Soul, poi ogni anno, accompagnati da l’House Band, dove c’erano tutti i professionisti che avevano collaborato con Otis Redding, con Wilson Pickett, con Aretha Franklin, si sono alternate un po’ tutte le star degli anni d’oro della musica soul, da Fame a Boork a Sam e Dave, Isaac Hayes, Solomon Burke, Eddie Floyd, diciamo nomi anche abbastanza sconosciuti alla massa però di grande qualità come Dan Penn, come Eddie Hinton o James Carr; quindi una predilezione per il soul solista, il soul dell’Alabama, del Tennessee, e della Georgia.
Gianpiero:
Come mai, secondo te, questo tipo di musica, non si sente nelle grandi radio, che coprono oramai buona parte dell’emittenza nazionale, e hanno loro diciamo, lo scacchiere dell’ascolto per lo più, nella…
Graziano Uliani:
Questo tipo di musica ha imperversato in Europa fino alla fine degli anni ’60, fino ai primi ’70, poi l’avvento della disco-music ha un pochino penalizzato questo tipo di musica che veniva soprattutto valorizzata dai musicisti, cioè: a differenza della pop music, dove i musicisti, coloro che accompagnavano, cioè che suonavano nei dischi, non avevano nessuna valorizzazione, la musica soul invece privilegiava il suono, la qualità dei musicisti.
Purtroppo negli anni ’70, la disco-music ha un pochino stravolto il meccanismo della musica dal vivo, e anche se alcuni film che poi sono diventati dei film “cult” come “Blues Brothers”, ”Platoon”, come “The Commitments”, hanno fatto conoscere questo tipo di musica anche alle generazioni più giovani.
Ecco, un altro fatto particolare è che tutte le rockstar degli anni ’80, degli anni ’90 e anche dal 2000 in poi, si sono rivolte, hanno attinto dalla musica di “Menphis” in maniera copiosa, pensiamo a Sting, piuttosto che agli U2, se andiamo ancora indietro i Beatles e i Rolling Stones, che hanno attinto dal Menphis Sound, anche se magari il pubblico non ha percepito, non ha capito questi meccanismi. Se poi guardiamo anche in casa nostra, pensate che Zucchero, il primo grande successo che ha avuto nell’86, quando incise “Blues”,ricordate brani come “Pippo” o “Con le mani”, cioè, è un disco che vendette un milione e mezzo di copie, grazie a dei musicisti come i Menphis Songs, che avevano lavorato in tutti i dischi di Otis Redding e di Aretha Franklin!
Per cui: le radio li trasmettono poco, però basta scavare un pochino in profondità e diciamo che tutti hanno attinto a questo tipo di musica.
Gianpiero:
Quindi in effetti si può dire che la disco-music ha attinto in prima battuta, perché è stata la prima ondata di musica ballabile, che ha attinto dal soul; e adesso, ancor oggi, la musica che si balla nei locali, ha attinto dalla disco-music che ha attinto dal soul e dai pezzi classici del blues degli anni ’50 e ’60; è corretto?
Graziano Uliani:
Certo! Anche perché moltissimi poi, anche in tempi molto recenti, hanno campionato i vecchi brani di James Brown, di Otis Redding, dei Bar Kays, e quindi, diciamo, questa musica è il pane che sentiamo tutti i giorni, che mangiamo tutti i giorni.
Gianpiero: Infatti! Quindi, non c’è speranza per chi non conosce questo tipo di musica se non di incuriosirsi un po’ da soli, o andare a cercare trasmissioni-pilota come la nostra che sono isolate e perciò anche un valore aggiunto nel panorama delle radio locali e nazionali, e del tuo Festival, che però… dopo 19 anni, quale situazione puoi mettere su carta, cioè che riscontro ha avuto il tuo festival dopo tanto impegno, dopo tanti grandi nomi, dall’informazione…
Graziano Uliani:
Ma, vedi, la mia grande soddisfazione, diciamo dall’88 in poi, dopo 19 edizioni, vedo che innanzitutto il pubblico si è rinnovato perché stanno arrivando molti giovani a vedere questo festival che hanno riscoperto questo tipo di musica o l’han scoperto per la prima volta; e poi, non so, se tu consideri che quest’anno faremo un tributo a Menphis con i Bar Kays, che tra l’altro vennero a Porretta nel ’97, e uno dei brani storici, che è “Soul Finger” è poi stato ripreso dai Blues Brothers, quindi un brano che tutti conoscono. Non so, arriveranno i Neville Brothers, Irma Thomas, Davell Crawford, abbiamo le nuove leve della musica di Menphis, perchè portiamo i ragazzi dell’accademia della Stax; cioè, dove sorgevano i vecchi studi della Stax a Menphis, l’etichetta di Otis Redding e di Rufus o di Booker T. o di Isaac Hayes, hanno costruito il museo della soul music americana, è nata l’accademia per invogliare i ragazzi che vivono nel ghetto; perché i ragazzi che vivono nel ghetto, perché diciamo che Menphis è ancora, nella parte popolata dalla popolazione nera, come quella che c’era negli anni ’60. Quindi, ci sono questi ragazzi, che piuttosto che darsi alla droga o…
Gianpiero:
Alla disperazione in genere…
Graziano Uliani:
Sì… vanno a scuola, imparano a suonare, e ci sono dei grossi talenti, che, appunto, porteremo a Porretta in anteprima i primi di luglio.
Quindi, dopo 19 anni, vedo che il pubblico effettivamente è diventato un pubblico trasversale, quindi sia per età che per gusti; e poi la cosa che mi fa piacere è che un po’ tutti i musicisti italiani, da Zucchero, a Ligabue, o addirittura a personaggi come Beppe Grillo o Chiambretti, vengono al Festival per vedere gli “originali”. Pensa che, non so, da Giorgia, a Zucchero, a Paolo Belli o Andrea Mingardi, si sono tutti esibiti a Porretta gratuitamente, per il puro gusto di salire sullo stesso palco dove c’era Rufus Thomas o Sam Moore o Solomon Burke;
Gianpiero:
Infatti, Mingardi mi sembra un paio di estati fa…
Graziano Uliani:
Esatto. Si, ma quasi tutti gli anni diamo un “parterre” che fa invidia, eh eh eh… Pensate che anche un ministro della Repubblica veniva, in tempi non sospetti, parlo di Bobo Maroni, il quale…
Gianpiero:
Un appassionato musicista, mi sembra, no?
Graziano Uliani:
Sì, oltretutto è un gruppo a titolo trasversale, perché, in tempi di par condicio…
Gianpiero:
Finalmente la musica unisce…
Graziano Uliani:
Sì… no, veramente, è una forma musicale effettivamente trasversale in tutti i sensi.
Gianpiero:
Graziano, una delle ultime domande: ciò che ti chiedevo poco fa, e ci ritorno; metto il dito nella piaga, forse… Ma a livello di informazione mediatica, tv, radio, giornali eccetera, che attenzione c’è verso questo tipo di festival o, come vedi tu, in generale, a quali festival, a quali tipi di festival viene data attenzione dalle forme di comunicazione mediatica in Italia. E anche all’estero, per quello che ci puoi dire.
Graziano Uliani:
Beh, è chiaro che i media, purtroppo, succede come succede alla televisione: diciamo fa più notizia uno starnuto di Madonna, magari della morte di Ray Charles! Esagero volutamente, però le cose stanno abbastanza in questo modo.
Purtroppo ci sono dei festival che sono delle adunate oceaniche, dove obiettivamente la stampa deve coprire l’evento; io devo dire che, nonostante sia un festival di nicchia, la stampa sia stata sempre abbastanza “buona” nei nostri confronti, perché comunque si è resa conto che il Porretta Soul Festival proponeva una manifestazione con della musica pulita, della musica che poteva effettivamente essere da esempio per tanta gente.
Ecco, però c’è da dire che, purtroppo, a partire dalle radio dove sapete benissimo che vengono preparate le liste di canzoni da proporre e non ci si muove da lì! Sono pochissime le radio che possono davvero proporre un mercato…
Gianpiero:
Un palinsesto diverso di brani, insomma…
Graziano Uliani:
Esatto.
Gianpiero: Quindi sono un po’ le case discografiche probabilmente…
Graziano Uliani:
Sicuramente, che fanno il bello e il cattivo tempo!
Gianpiero:
Che impongono le charts da “mandare” e poi di conseguenza le classifiche delle vendite o presunte tali, e poi alla fine… ma cosa si vendono, secondo te, più dischi o più suonerie?
Graziano Uliani:
Mah, sai, il fenomeno delle suonerie è un fenomeno che ha sorpreso tutti. Credo gli stessi discografici; oggi, veramente, le suonerie la fanno da padrone. Io mi ritengo un fortunato perché non ho… eh eh eh… questo tipo di attitudine! Però purtroppo il mercato è cambiato completamente.
Gianpiero:
Senti, dicci: la prossima estate, quali sono i nomi del Porretta Festival, per gli ascoltatori che magari vogliono fare un pensierino per raggiungere Porretta Terme.
Graziano Uliani:
Beh, allora, dal 20 al 24 luglio avremo i Neville Brothers, Irma Thomas e The Professional, avremo Davell Crawford, questo grande talento di New Orleans, un pochino l’erede di Dr, John, avremo il ritorno di J. Blackfoot, ovvero quello che sostituì Sam Moore, Sam e Dave quando se ne andarono dalla Stax, i Bar Kays, avremo Carl Firms, questo personaggio che viene denominato il “padrino” del Southern Soul, uno dei personaggi che gravitano attorno a questo circuito dei locali di colore, il cosiddetto “cicling circuit”; avremo di Dan Golan, un personaggio incredibile con una voce alla Otis Redding, che a Menphis suona in un bar, a Porretta è diventato un idolo del pubblico.
Poi avremo tanti altri personaggi minori, ma “minori” per nome, non assolutamente per qualità.
Gianpiero:
Certo! Sappiamo anche che hai una “rete” mondiale di radio, internet-non internet che trasmettono almeno in parte…
Graziano Uliani:
Sì!
Gianpiero:
Per chi, per un motivo o per un altro, non potrà arrivare fino a Porretta Terme, ma magari, potremmo seguirti…
Graziano Uliani:
Certo! Ci saranno oltre 50 radio collegate a Porretta attraverso la banda larga, quindi questa tecnologia diciamo che permette attraverso internet di sentire, di ascoltare il Festival, e sicuramente avremo anche una diretta via internet che stiamo definendo, ma che comunque, come ogni anno, ci sarà la possibilità di vedere in video il Festival.
Gianpiero: In video… spiegaci un po’…
Graziano Uliani: Si, ogni anno… l’altro anno lo abbiamo fatto col portale Alice di Telecom, e con Radio DeeJay; con ogni probabilità, anche quest’anno avremo la possibilità di collegarci via internet per vedere tutto il Festival.
Sia durante il Festival che dopo. E, tra l’altro, come ogni anno, sicuramente avremo molti ospiti a sorpresa, che per ovvie ragioni, perché se dico i nomi poi non vengono…
Gianpiero: Eh eh eh… certo…
Graziano Uliani:
Però avremo veramente dei personaggi, dei music-business che saranno a Porretta, e si esibiranno assieme ai grandi americani.
Gianpiero:
Allora, qui noi come Radio Omega di Anzio, speriamo di poter far parte delle radio che potranno trasmette il Festival.
Graziano Uliani:
Certo! Sicuramente, per cui sarete della partita.
Gianpiero:
Okay, Graziano. Allora, l’ultima cosa, con cui volevo salutarti, ringraziarti del tuo prezioso intervento, poi ci risentiremo in prossimità, in vicinanza dell’avvio del Festival, per ricordare agli ascoltatori le date e farci un’altra chiacchierata anche prima se tu vorrai…
Graziano Uliani:
Certo!
Gianpiero:
Un’ospite importante che non è più tra noi, che tu hai ospitato, forse l’ultima esibizione o una delle ultimissime esibizioni. Chi hai avuto al Porretta Festival l’estate scorsa?
Graziano Uliani:
Beh, tu parli di Wilson Pickett…
Gianpiero:
Wilson Pickett!
Graziano Uliani:
Wilson Pickett credo che sia stato una delle icone della musica soul, attorno a Porretta, dopo 12 anni di assenza dall’Italia, ottima band, grande professionista, e diciamo purtroppo, come è successo ad altri grandi personaggi che sono venuti a Porretta come Rufus Thomas, non c’è più, ha lasciato una grossa eredità, e noi gli faremo un tributo alla prossima edizione, dove ogni partecipante del Porretta Soul Festival eseguirà un brano di Wilson Pickett.
Gianpiero: Questa è una cosa molto bella, tra poco riprendiamo la programmazione musicale con “Mustang Sally” che ho scelto ed è qui pronta per partire, noi ti ringraziamo da Radio Omega e ci risentiamo presto, e ancora grazie del tuo intervento….
Graziano Uliani: Grazie a tutti voi, vi aspetto a Porretta, venite al 23 di luglio.
Gianpiero:
Grazie, un saluto anche ad Andrea Albicini, tuo collaboratore…
Graziano Uliani:
Grazie…
Gianpiero:
… Un abbraccio!
Graziano Uliani:
Grazie a tutti voi!
Siti e portali che hanno pubblicato questa intervista:
Telefree.it
Bluecommunity.it
Stroncato da un infarto, aveva 64 anni
Addio a Wilson Pickett, simbolo del R&B
Carattere difficile e voce aggressiva: ha caratterizzato un'epoca con Redding e Aretha Franklin. Mustang Sally il suo più grande hit
NEW YORK - Wilson Pickett, uno dei più grandi interpreti della black music, interprete di successi come Mustang Sally, Land Of 1.000 Dances e In The Midnight Hour, è morto di infarto in un ospedale nei pressi della sua casa in Virginia. Aveva 64 anni. Pickett era diventato celebre negli anni Sessanta e i suoi due brani più famosi erano stati inclusi dalla rivista Rolling Stone tra le 500 canzoni più famose di tutti i tempi. Negli ultimi tempi aveva avuto vari problemi di salute
Un manifesto degli anni Sessanta
SIMBOLO - Nato in Alabama, Pickett si era trasferito a Detroit da ragazzo e si era unito al gruppo dei Falcons, con i quali aveva portato al successo I found a love. Nel 1965 era stato messo sotto contratto dalla Atlantic come solista. L'etichetta di New York aveva creato una vera e propria scuderia di artisti della black music che comprendeva anche Aretha Franklin e Ray Charles. Nel 1991 era entrato a far parte della Hall of fame del rock and roll. Insieme ad Aretha Franklin ed Otis Redding, Pickett è stato uno dei simboli riconosciuti del rhythm 'n' blues, capaci di superare le barriere confinavano il soul il R&B nel pubblico nero. Come la Franklin e Redding (e molti altri artisti soul e R&B) Pickett (soprannominato Wicked, ovvero vizioso o litigioso: insomma un tipo difficile) aveva cominciato come cantante di gospel ma aveva abbandonato presto questo genere riuscendo a portare in testa alle classifiche di tutto il mondo i suoi successi.
IN ITALIA - La sua grande popolarità lo portò anche al ricco (allora) mercato italiano, coinvolgendolo in un paio di partecipazioni al Festival di Sanremo con Fausto Leali in Deborah nel 1968 e poi l'anno successivo in coppia con Lucio Battisti, che si stava affacciando proprio allora al successo: non riuscirono ad arrivare in finale. La canzone, di Battisti-Mogol, era Un'avventura, in stile molto vicino al R&B. Pickett è rimasto un'icona del R&B anche in anni recenti. Nel film The Commitments il suo repertorio è ampiamente ripreso ed è proprio il suo mancato arrivo al concerto dell'immaginaria band irlandese (arriverà in ritardo, si vedrà soltanto la sua limousine accostare) a causare la crisi e lo scioglimento del gruppo. Una delle ultime esibizioni in Italia di Wilson Picket è stata al Festival Soul di Porretta Terme, nell'edizione del 1995.
20 gennaio 2006
Fonte: Corriere.it
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/05_Maggio/19/porretta-soul.shtml
Presentata l'edizione 2006 festival di black music dal 20 al 23 luglio Porretta Soul, un omaggio a New Orleans Tre ospiti dalla città del Delta: Neville Brothers, Irma Thomas e Dovell Crawford. Poi esponenti del Memphis Sound e band italiane
Una dedica speciale alla musica di New Orleans nella diciannovesima edizione del Porretta Soul Festival che si svolgerà dal 20 al 23 luglio. L'appuntamento sull'appennino bolognese con i grandi della black music, ha deciso di fare un omaggio alla città sconvolta dall'uragano Katrina lo scorso anno, portando sul palco di Porretta terme i Neville Brothers, Irma Thomas e Davell Crawford icone della musica del Delta del Mississippi. Per quattro giorni Porretta Terme, che vanta una via intitolata a Otis Redding e un parco dedicato a Rufus Thomas, diventa come ogni anno (questa èla 19esima edizione del festival) capitale della black music. La manifestazione, presentata dal direttore artistico Graziano Uliani, è diventata un evento culturale di resoiro internazionale. «Il Porretta Soul festival - dice l'assessore regionale alla Cultura, Alberto Ronchi- è uno dei più importanti che si svolgono in regione e unico nel panorama italiano per la sua tipicità». Anche per questo la Regione ha raddoppiato i fondi destinati al Festival, «premiando la qualità della programmazione realizzata».
Neville Brothers
Irma Thomas
19 maggio 2006
www.porrettasoul.it
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